Inclusione scolastica: BES e DSA

Non chiamateci MONELLI!
Non chiamateli monelli: ADHD E DOP
8 Luglio 2019

Negli ultimi anni si è assistito ad un radicale cambiamento della società, dell’economia e del modo di sviluppare le proprie conoscenze. Un ruolo decisivo è stato assunto dalle nuove tecnologie.

 

Studenti della scuola primaria

Nel mondo del lavoro queste ultime sono entrate prepotentemente a farne parte contribuendo al suo cambiamento. Il mondo scuola invece è rimasto inizialmente un po’ indietro con una metodologia identica nel corso delle diverse generazioni conservando gli elementi di una lezione tipo: banchi, cattedra, registro, spiegazione frontale e interrogazioni.

Con il mutare della società è sorta la necessità di cambiare anche il modo di fare didattica, da modelli di insegnamento inflessibili e astratti in favore di approcci flessibili calati sui bisogni educativi di ciascun alunno.

 

 

Inclusione Scolastica

L’inclusione scolastica con i suoi principi rientra tra i temi che stanno più a cuore a tutto il mondo scuola. Uno dei suoi principi afferma di accettare la diversità come valore, risulta quindi necessario e d’obbligo includere ogni alunno con le proprie differenze.

Le classi rispecchiano i mutamenti della società odierna e al loro interno possiamo incontrare alunni con una disabilità certificata, altri con DSA, ragazzi con svantaggio socio-culturale o figli di stranieri.

L’Italia può vantare di esser stata tra i primi paese a scegliere la via dell’integrazione degli alunni con disabilità in scuole e classi comuni intraprendendo successivamente quella dell’inclusione.

 

Bambina che coloraBES

Secondo l’OMS il funzionamento di una persona va letto in modo globale e complesso da diverse prospettive ed in modo interconnesso. Questo modello può essere utile per una lettura globale dei Bisogni Educativi Speciali (BES) in un’ottica di salute e di funzionamento, frutto di relazioni tra vari ambiti interni ed esterni all’alunno.

La Direttiva Ministeriale del 27.12.2012 riassume i BES in tre grandi sottocategorie: disabilità, BES e DSA.

 

DSA

Con lo spopolare di diagnosi si parla sempre più ed in modo particolare di DSA i quali hanno assunto un ruolo centrale nell’attenzione di genitori e insegnanti. Essi sono dislessia evolutiva, disortografia, discalculia e disgrafia.

Prima di parlare di DSA occorre mettere insieme i processi per la diagnosi clinica e funzionale necessari per la presa in carico dell’alunno e per la stesura di un processo riabilitativo. Durante questo iter non bisogna dimenticare l’unicità del singolo, il fine ultimo è permettere un’inclusione scolastica che non tenga conto esclusivamente della diagnosi ma anche e soprattutto della persona con il suo bagaglio di bisogni e risorse.

 

“La saggezza è saper stare con la differenza senza voler eliminare la differenza.”
Gregory Bateson

 

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